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C. 01/01/1990- resistenza alla spinta del vento ed alle sollecitazioni meccaniche ordinarie; - resistenza alla corrosione; -leggerezza, per quanto possibile, ai fini di contenere i costi di trasporto, di installazione e di sostituzione; - minime esigenze di manutenzione; - dimensioni proporzionate. 3.2. Pali per illuminazione I pali per illuminazione possono essere: - pali di acciaio; - pali di calcestruzzo armato; - pali di leghe di alluminio; - pali di resine poliestere. La Normativa attualmente in vigore relativa ai pali per illuminazione è la seguente: -Norma UNI-EN 40 (in 9 parti 1977-1985) limitatamente ai pali diritti di altezza nominale (Altezza nominale = distanza tra il centro della sezione del contatto palo-codolo e il livello del suolo previsto per i pali interrati o la superficie inferiore della piastra di appoggio per i pali a piastra (UNI-ENI 40 parte 1 art. 2.2) = 20 m e pali con mensola (braccio) di altezza nominale = 18 m; -Legge 28-6-1986 n. 339 con relativo regolamento D.M. 21-3-1988; - D.M. 12-21982 con relative - "Norme tecniche" allegate (che hanno sostituito la Norma UNI 10012-67) (In attesa della pubblicazione della parte 7 "Verifica del progetto mediante calcolo" della Norma UNI-EN 40 attualmente allo stadio di progetto, tali disposizioni rimangono in vigore anche per i pali con altezza = 20 m.); - Circolare Ministero Lavori Pubblici n. 22631 - 24-5-1982 "Istruzioni per l'applicazione delle Norme tecniche per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi", di cui al D.M. 122- 1982 (questa circolare riporta le istruzioni contenute nella Norma tecnica CNR 10012-81 "Azioni sulle costruzioni") (In attesa della pubblicazione della parte 7 "Verifica del progetto mediante calcolo" della Norma UNI-EN 40 attualmente allo stadio di progetto, tali disposizioni rimangono in vigore anche per i pali con altezza = 20 m.); - Norma CEI 64-7 fascicolo n. 800 15-11-1986. Inoltre per i pali di acciaio: - Norma CNR-UNI 10011-83; - Norma CNR-UNI 10022; Norma CNR-UNI 7070. 3.2.1. Pali di acciaio I pali di acciaio sono attualmente i sostegni più impiegati; essi offrono i seguenti vantaggi: - ottima resistenza alle sollecitazioni meccaniche; - buona resistenza alla corrosione, se trattati in modo adeguato; - limitata manutenzione; - buona maneggevolezza; - costi contenuti; - estetica gradevole. 3.2.1.1. Protezione contro la corrosione Per la protezione contro la corrosione viene comunemente adottata la zincatura a caldo per immersione, la tecnologia attualmente adottata consente di realizzare trattamenti superficiali che ben si adattano all'inserimento nell'ambiente urbano senza richiedere ulteriori operazioni di verniciatura. I pali di acciaio possono essere forniti non zincati in condizioni varie: - verniciatura antiruggine esterna e/o interna; - bitumatura interna; - bitumatura della sola parte interrata esterna e/o interna; tutte condizioni che però richiedono ulteriori trattamenti oltre a imporre periodiche operazioni manutentive di verniciatura ad intervalli non superiori a 5 anni. 3.2.1.2. Dimensioni Le dimensioni sono Normalizzate dalla Norma UNI-EN 40 parte 2a (luglio 1977) . Per la scelta dell'altezza nominale occorre tenere conto, oltre alle Raccomandazioni C.I.E., anche dell'art. 4.6.02 della Norma CEI 64-7 che prescrive: "Altezze minime degli impianti sulla carreggiata" . "L'altezza minima sulla carreggiata di una qualsiasi parte di impianto deve essere pari a 6 m. Altezze inferiori, fino ad un minimo di 5 m, sono ammesse esclusivamente per le lanterne semaforiche. Altezze minori possono essere adottate in casi particolari previa autorizzazione del proprietario della strada" . Per quanto riguarda l'altezza nominale massima si raccomanda la limitazione a 12 m che rappresenta l'altezza raggiungibile con le comuni piattaforme mobili (autocestelli) che costituiscono, ad esempio, la normale dotazione delle unità di manutenzione dell'ENEL. Altezze maggiori, 15, 18 e 20 m, richiedono costi maggiori e l'impiego di mezzi speciali. In alternativa ai pali di notevole altezza nominale con armamento fisso va preso in considerazione l'impiego di torri-faro a corona mobile (con proiettori orientabili) poste ad interdistanza maggiore. vedi figura IEL01v28 Pali dritti (per apparecchi testa palo Altezza nominale h (m) Interramento (*) e (mm) 3 600 800 1000 4 600 800 1000 5 600 800 1000 6 800 1000 1200 8 1000 1200 1500 10 1200 1500 1700 12 1500 1700 2000 15 1500 2000 2500 18 1500 2000 2500 20 1800 ---------- Pali a mensola (a braccio) Altezza nominale h (m) Sbraccio W (m) (**) Interramento (*) e (mm) 0,75-1,25 5 0,75-1,25 600 800 1000 6 0,75-1,25800 1000 1200 8 2 1000 1200 1500 10 0,75-1,251200 1500 1700 12 2 1500 1700 2000 0,75 15 1,25 1500 2000 2500 18 2 1500 2000 2500 3 Pali a mensola (a braccio) Altezza nominale h (m) rata dei cavi adottata, dlto con opp non offrire nza del meca parte del finestrella d' dimensionono: quanto attiead azioni di stratura di avere le seguenti dimmanda di porre la finestrpalo oppostassaggio dei cavi comei sono riporSbraccio W (m) (**) eve avere lcanismo di ispezione è ne al problevandalismoortuni accorpunti di prescciaio (tipoensiInterramento (*) e (mm) e dimensioni opportune fissaggio.). Normalmente ruotata di evidenziato nella figura ma della sicurezza nelle . Il problema connesso gimenti quale l'adozione a che facilitano le azioni Bandit) con funzioni di oni: ella d'ispezione parallea al senso di transito, di tate per comodità sullo 5 0,75-1,25 600 800 1000 6 0,75-1,25 800 1000 1200 8 0,75-1,251000 1200 1500 IS10TTRICA 12990: guid1200 1500 1700a esecuzione impianti illumin. pubblica. TRUZIONI ENEL – FEDERELE12 0,75-1,251500 1700 2000 - a sezione poligonale (ottagonale) con profilo tronco- piramidale; - a sezione circolare con profilo conico; - a sezione circolare con profilo rastremato, saldati; - a sezione circolare con profilo rastremato, trafilati a caldo senza saldature. Ai fini dell'unificazione, tenendo conto delle Norme citate e delle raccomandazioni del CEN (Comitato Europeo di Normalizzazione) si forniscono le dimensioni più comuni oltre ad altri elementi da indicare nelle specifiche (vedi figure 2 e 3) per: h nominale = 6 - 8 - 10 - 12 m I pali trafilati a caldo (senza saldature) destinati ad impieghi gravosi, devono essere di qualità Fe 510 grado di qualità B o migliore (in funzione della temperatura ambiente di impiego) secondo Norma UNI 7070/82. L m D mm d mm spess. minimo mm e m w m inclin. braccio Massa Kg --- h nomin. m Note 6 115120 70 3 0,8 0,75 1,25 15° 40 6 6,8 125130 70 3 0,8 --------45 6 * 8 135150 72 4 1 0,75 1,25 2,00 15° 90-100 8 9 145160 72 4 1 --------100110 8 * 10,30 170175 72 4 1,20 0,75 1,25 2,00 15° 125130 10 11,20 185190 72 4 1,20 --------140145 10 * 12,30 195200 72 4 1,50 0,75 1,25 2,00 3,00 15° 165170 12 13,50 210 72 4 1,50 --------180190 12 * Esempio di applicazione della piastra di appoggio Le dimensioni dei pali saranno le stesse dei precedenti con la L diminuita della e (interramento). 3.2.1.6. Fissaggio della mensola o del codolo alla sommità del palo Alla sommità del palo per illuminazione viene normalmente fissato un codolo diritto o prolunga diritta, nel caso di attacco dell'apparecchio a cima-palo, oppure una mensola ad uno o più bracci nel caso di fissaggio degli apparecchi con attacco laterale. figura 5 figura 3 Le misure indicate con * si possono eliminare utilizzando prolunghe (paline) Ø 60 mm spessore 3 mm infilate telescopicamente alla sommità dei pali con L = 6 - 8 10,30 - 12,30 m, destinati per l'impiego delle mensole, in questo modo si possono realizzare le altezze nominali per apparecchi a cima-palo di 6 - 8 - 10 - 12 m. I pali, come pure gli accessori per le mensole o prolunghe, devono essere zincati a caldo secondo Norma CEI 7-6 e riportare, mediante marchiatura, la sigla del Costruttore, la sigla del palo e l'anno di fabbricazione. 3.2.1.5. Pali fissati con piastra d'appoggio In alcune situazioni particolari, ad esempio allorché il sottosuolo, nel punto esatto in cui è necessario collocare il palo, è saturato da componenti di altri servizi tecnologici, può risultare impossibile collocare i pali mediante infissione e pertanto è prevista l'alternativa del fissaggio del palo con piastra. La Norma UNI-EN 40 prevede tale situazione (forma A3) e, mantenendo inalterate le dimensioni per quanto si riferisce all'altezza nominale, nella parte 2a punto 6 sono descritte le prescrizioni relative alla piastra d'appoggio. Dimensione dei codoli di fissaggio degli apparecchi La Norma UNI-EN 40 parte 2a prescrive per i codoli di fissaggio degli apparecchi le seguenti dimensioni: Per entrambe le soluzioni la sommità del palo diritto dovrà essere lavorato, prima della zincatura, con l'applicazione di n. 6 punti di fissaggio con dadi e grani in acciaio speciale inossidabile secondo UNI 6900-71 come da figura. Per la sigillatura alla sommità del palo della apertura lasciata scoperta dalla palina o braccio si potrà ricorrere all'impiego di un sigillante siliconico, se può essere ritenuto utile. d1 l1 d2 l2 60 70 42 100 76 130 60 100 250 102 250 CODOLO PER ATTACCO A CIMA PALO CODOLO PER ATTACCO LATERALE SU MENSOLA 3.2.1.8. Prolunghe per fissaggio apparecchi a cima-palo Per il fissaggio dell'apparecchio di illuminazione a cima-palo, onde evitare la preparazione del codolo, può essere utilizzato un tronco di palina Ø 60 mm infilato telescopicamente alla sommità del palo e fissato mediante i punti di fissaggio di cui al punto 3.2.1.6; nel caso dell'eliminazione delle misure dei pali ipotizzato al precedente punto 3.2.1.4, le altezze nominali si possono realizzare con tronchi di palina Ø 60 mm di lunghezza compresa tra 120 e 170 cm. 3.2.1.9. Mensole a braccio La Norma UNI-EN 40 parte 2a prescrive per lo sbraccio (W) le seguenti dimensioni 0,75 -1,25 -2 e 3 m, con la raccomandazione che il rapporto braccio/altezza nominale W/h sia di regola uguale o minore di 1:4. L'inclinazione del braccio va compresa tra i 5° e 15° rispetto al piano orizzontale mentre per quanto riguarda la forma della mensola la Norma non fornisce indicazioni. Tipo di prolunga L W T. Corto 800 1250 T. Medio 1650 2000 T. Lungo 2700 3000 Materiale in acciaio trafilato a caldo di qualità Fe 430 grado B o migliore (in funzione della temperatura ambiente di impiego) secondo norme UNI 7070/82 Tenendo conto che, pur con la variabilità dello sbraccio W, la Norma prescrive dimensioni unificate per quanto riguarda l'altezza nominale, si consiglia l'adozione di due mensole unificate ad uno o due bracci con inclinazione di 15° che, unitamente all'utilizzo di tre tipi di prolunghe infilate telescopicamente nel braccio stesso, consentono la realizzazione di tutte le conformazioni Normali. L'uso di componenti ad infilaggio e regolazione telescopica con il fissaggio a 6 punti con grani è da tempo adottata dai Compartimenti ENEL di Torino e parzialmente dal Compartimento ENEL di Milano (che gestiscono rispettivamente 300.000 e 500.000 centri di illuminazione pubblica) con ottimi risultati per quanto riguarda l'unificazione dei materiali. Recentemente sono stati introdotti sul mercato pali di acciaio inossidabili che, nel rispetto della Norma UNI-EN 40 per quanto riguarda le dimensioni, possono presentare alcuni vantaggi rispetto ai pali di acciaio non legato di base a Norma EU 25 (UNI 7070) che sono: - maggior leggerezza causa lo spessore minore; - assenza di corrosione; - manutenzione molto ridotta; per contro presentano un costo più elevato e maggior flessibilità dovuta al più ridotto spessore, da cui può derivare una maggior oscillazione in caso di vento. Per il loro impiego diffuso occorre attendere i risultati sperimentali e la conseguente normalizzazione per quanto riguarda i materiali e le tolleranze. 3.2.2. Pali di leghe di alluminio Sono costituiti di una lega di alluminio avente elevate caratteristiche meccaniche. Per quanto riguarda le dimensioni e le tolleranze, occorre fare riferimento alla Norma UNI-EN 40 già riportata nel paragrafo 3.2.1. I pali di alluminio trovano scarso impiego se non in situazioni particolari (ad esempio in ambienti con atmosfera corrosiva che sconsigliano l'uso dei pali in acciaio) in primo luogo per il costo molto elevato, anche se si considera il valore di ricupero del rottame; inoltre presentano maggior flessibilità rispetto ai pali di acciaio per cui aumenta la probabilità di danneggiamento degli apparecchi di illuminazione in caso di elevata ventosità. Del resto, nel caso di impieghi in ambienti con atmosfera corrosiva e comunque difficili, il loro utilizzo è condizionato dalla concorrenza dei pali in resina oppure in acciaio inossidabile, i quali presentano grosso modo le stesse caratteristiche di impiego. |
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